Prima di tutto chiarisco il senso di "dittatore" del titolo. Già vi vedo gente democratica e repubblichina inorridere davanti a un termine che non fa che rimandare alle grandi sciagure, agli uomini malvagi (Pinochet, Videla, Hitler, Stalin (un po' meno), Mussolini, Mao (molto meno)). Chissà poi perchè gli uomini malvagi ci sono solo nel novecento. Nessuno ha mai condannato un antisemita alla pari di Hitler come Ferdinando il Cattolico. Ma parliamo d'altro.
Per "dittatore" intendo quella carica della Roma repubblicana. Quella figura autorevole al quale per sei mesi venivano assegnati tutti i poteri per riportare l'ordine o per fronteggiare delle situazioni complicate. In questo momento di crisi finanziaria, politica, economica, morale quale uomo come il buon Giulio per portare ordine e far approdare la nave Italia al porto dei parametri di Maastricht, al porto di un debito pubblico al meno del 100%?
Avevo pensato a un Giulio presidente del consiglio e ministro dell'economia, ma analizzando il carattere del ministro (grazie anche all'aiuto di un pregievole articolo di Veneziani sul Il Giornale) è abbastanza probabile che sia restio a consegnare ad altri i poteri del governo. Un Tremonti quindi plenipotenziario che mandi a casa anche Napolitano che è ora che faccia il nonno.
Berlusconi ormai ha fatto il suo tempo, purtroppo dalle ultime uscite si vede che sta invecchiando male. Per prendere spunto da un'osservazione di Ferrara la parte più scorbutica sta prendendo il sopravvento sulla parte più liberal e cazzara quella per cui tutti lo apprezzavamo. Berlusconi ormai si fa vedere poco, parla poco ed è costantemente incazzato. Certo gli alleati non lo aiutano tra Fini, Bertolaso, Scajola ognuno gliene combina una al giorno. L'ultima uscita a Ballarò è stata giusta per quanto riguardava rettificare su quanto detto da Giannini, ma poteva benissimo evitare di scagliarsi sul povero Nando. Basta ripetere che ha il consenso del 62% tanto non è vero (ciò non vuol dire che non abbia un consenso alto, ma queste cifre sono improponibili). Purtroppo Berlusconi per essere amato deve uscire allo scoperto tra la gente ed essere se stesso sennò se sta rintanato a palazzo Grazioli vediamo sempre le solite foto sui giornali dove sta perennemente imbronciato. Tremonti al momento è l'uomo giusto per prendere il testimone di Silvio. E' il suo esatto opposto, ma ha in comune con il CAV. il non essere un politicante. E poi diciamolo che vederlo a Ballarò e ad Annozero tenere testa a tutti senza cedere un momento, soppiantando Bersani che ormai è un disco rotto. E' come fare due trasferte vincenti al Bernabeu e al Camp Nou. Uno come Tremonti che metta mano su tutto non sarebbe male. E' uno dei primi ministri della storia d'Italia che sta finalmente lasciando passare il messaggio "lo stato non è un rifugio per disoccupati". Finalmente enti che abbiamo solo noi in Italia sono spariti e ad altri è stato ridotto fortemente il budget. La gente deve smetterla di pensare che lo Stato sia un bancomat o un qualcosa che elargisce denaro e posti di lavoro. Il liberismo non ha ancora perso è solo in una fase di rimpasto, sorgerà e sarà più forte di prima.
Nel frattempo per traghettarci dall'altra parte del fiume (potrebbe essere lo Stige chissà) deve essere il buon Giulio che è l'unico in Italia a sapere che fa e perchè lo fa.
venerdì 4 giugno 2010
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Tremonti a parole è bravissimo, ma nei fatti è un disastro. Gli ultimi due governi Berlusconi, nei quali lui è stato ministro dell'Economia, sono stati un fallimento assoluto dal punto di vista economico. La porcata più vergognosa è rappresentata dai condoni, dai quali abbiamo ricavato pochi spicci, rispetto a quelli previsti dal Ministero delle Finanze, facendo passare un messaggio desolante per le persone oneste; non parliamo, poi, dello scudo fiscale perchè è come sparare sulla croce rossa. Sarei terrorizzato se un uomo del genere diventasse un "dittatore" come quelli della Repubblica romana, e ti assicuro che cercherei di impedirlo a tutti i costi, perchè non possiamo permettere che Tremonti continui a rovinarci con la sua "finanza creativa". Il buon Giulio, infine, è tutto tranne che liberista, e almeno questo aspetto è forse positivo. Come la collettivizzazione e l'economia del socialismo reale, così anche il liberismo, a mio avviso, ha storicamente fallito. Doveva generare una società del benessere, mentre invece ne ha creata una nella quale dominano solo le tenzioni e le prevaricazioni sociali ed economiche. Gli industriali sono liberisti? Bene, ma lo siano fino in fondo: quando le cose vanno bene guadagnano, ma quando vanno male non devono avere nemmeno un euro dallo Stato, perchè se non contribuiscono nel loro momento migliore è sacrosanto che non ricevano aiuti statali nel loro momento peggiore. Purtoppo, invece, quando le industrie sono in crescita, gli operai e lo Stato non ne traggono benefici, mantre invece, quando sono in perdita, i manager chiedono soldi allo Stato perchè se no, dicono, sono costretti a licenziare gli operai (ma tanto poi lo fanno comunque) e ci vengono a raccontare che senza i contributi statali non può ripartire l'economia. Quando i liberisti ci verranno a dire che il mercato senza regole e il liberismo sfrenato non funzionano e ammetteranno, inoltre, che la frase "Il mercato è la soluzione, lo Stato è il problema" (Ronald Reagan) è un'idiozia, ne potremo riparlare con più calma.
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