sabato 12 giugno 2010

Perchè sono contro la legge sulle intercettazioni

Ormai non si parla altro, i giornali impazzano dei racconti al Senato sulle continue trattive, sulle prove di forza dell'IDV, sulle astensioni del Pd, sul voto di fiducia, scontro Fini-Schifani, Fini-Berlusconi. Di Pietro e Orlando denunciano la dittatura, il PD annuncia il Vietnam. 75+3, 75+2, multe, sanzioni, segreti istruttori, violazioni, privacy, giustizia, indagini, mafia.
La situazione sta diventando incandescente. Sembra quasi che le opposizioni diano il proprio tacito assenso sulla manovra, per dare una battaglia così cruenta sulle intercettazioni. Perchè sulle intercettazioni si gioca forse la partita più importante. Alla fine sulla manovra le opposizioni faranno le solite polemiche che non portano a nulla con le classiche frasi di circostanza "a pagare sono sempre gli stessi, no a tagli orizzontali" e quelli del governo a rispondere con la solita manfrina "non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini". Alla fine sulla manovra non si può dire molto ed è per questo che l'opposizione si scaglia con cotanta virulenza sul ddl intercettazioni. La posta in gioco per il PD e IDV è la legalità, la libertà d'informazione. Se passasse la legge adesso nessuno sarebbe restio a proclamare di essere in una vera e propria "dittatura". Il polverone si sta alzando. Di Pietro sarebbe quasi disposto a farsi intercettare e a far pubblicare delle intercettazioni mentre fa sesso telefonico con la moglie per dimostrare che la privacy è un falso problema.
Questo inneggiare alla privacy mi fa vomitare. I cittadini di cui si difenderebbe la privacy sono i ricchi, i potenti, i corruttori, gli imprenditori di salotto (a questo proposito rimando all'editoriale di oggi del Corriere di Ernesto Galli della Loggia che ho condiviso a pieno). Se in mezzo a una telefonata in cui questi loschi individui parlano dei loro loschi affari devo anche venire a conoscenza di come sta una loro amica in comune o come hanno passato la sera precedente non me ne frega niente, non è quello a cui guardo, a cui ripongo la mia attenzione. Io esigo sapere come il ministro Scajola si è comprato la casa, esigo sapere come il signor Di Pietro si è procurato gli appartamenti. Voglio essere informato. Della mia privacy non mi preoccupo, o almeno non me ne preoccupo fino a che non commetterò nulla di illegale. Chi commette un reato deve mettere in preventivo che la sua privacy può essere violata. In questa legge ripeto si difendono i diritti di pochi eletti, della cricca. E' un brutto segnale da parte del governo. La gente deve sapere cosa succede nel palazzo dei potenti. Già ne sappiamo molto poco così ne sapremo ancora di meno. Io non confido in Gianfranco Fini che ha dimostrato di non sapere prendere il toro per le palle, di essere alla fine subordinato più di altri a Berlusconi. Se il ddl uscito anche dalla camera sarà quello del Senato non penso che il capo dello Stato sia obbligato a firmarlo. Non è una legge urgente, non è qualcosa di sentito dai cittadini. Nessun operaio, nessun bottegaio, nessun artigiano è stato mai intercettato. Perchè si vuole spacciare questa legge in difesa della privacy dei cittadini? Quali cittadini? La gente normale non è mai stata intercettata e di questa legge se ne strafotte i coglioni. Forse se ne strafotterebbe anche nel caso in cui passasse e questo è grave ma conosciamo l'Italia.
Che il Parlamento si impegni nella manovra e nel disegno di legge sulla corruzione che mi sembrano molto più importanti. Berlusconi ormai dimostra molta della sua debolezza. Tremonti, Fini, Bossi i pezzi forti del partito sembrano indifferenti alla legge sulle intercettazioni. Gli unici che sembrano affannarsi sono quei due poracci al senato di Gasparri e Quagliariello. Vedremo come va l'iter alla camera. La maggioranza però non può fare orecchi da mercante la situazione sta diventando insostenibile. Berlusconi o ci mette la faccia e va in TV a spiegare la legge accettando un feroce contraddittorio oppure rischia perchè, ripeto, non è più quello di prima e secondo me la gente lo sta percependo.
La legge resta sbagliata, ma sapere che la legge Mastella approvata alla Camera nel 2007 praticamente da tutti (destra, sinistra, comunisti, verdi, fascisti) mi fa vomitare. Tutti questi sinistroidi che adesso inneggiano alla libertà di stampa e d'indagine avevano votato a favore di una legge identica a questa, che vietata la pubblicazione degli atti anche quelli non coperti da segreto e delle intercettazioni fino alla fine delle indagini preliminari, prevedeva sanzioni per gli gli editori. Questo dimostra come il PD sia un partito ridicolo. Almeno il centrodestra resta coerente.

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