Per prima cosa il signor travaglio ha la faccia-tosta di autodefinirsi un liberale quando nell'ultima disputa tra operai e Marchionne si è chiaramente schierato dalla parte dei primi. Sicuramente non poteva schierarsi dalla parte in cui si schieravano alcuni esponenti del centro destra o per dirla alla sua maniera alcuni esponenti del berlusconismo militante. Per carità le ragioni degli operai sicuramente erano legittime, ma un liberale sicuramente tra un imprenditore lodato fino al giorno primo e degli operai che non si sono contraddistinti per una grande professionalità dovrebbe sicuramente schierarsi per il primo. Ma su questo aspetto si può anche soprassedere.
La cosa che veramente mi ha lasciato sgomento è stato un suo articolo che commentava l'eventualità di uno sciopero dei giornali. Marco il torinese era dubbioso perchè? Non si interrogava mica sull'aporia di uno sciopero che blocca l'informazione contro il bavaglio, ma i suoi timori stavano nel fatto che il giorno dello sciopero i giornali come Libero, il Tempo, il Foglio e il Giornale, CRUMIRI-BERLUSCONIANI avrebbero avuto campo libero per dire tutte le loro cose. Il signor Travaglio prima di tutto dovrebbe lavarsi la bocca prima di giudicare due grandi giornalisti come Vittorio Feltri e Giuliano Ferrara (dico GRANDI e non ho nessuna remora). Poi diciamo che posso accettare la definizione berlusconiano per il Giornale (anche se ho i miei dubbi), ma Travaglio dovrebbe leggersi sia Libero che il Foglio per vedere che non sono affatto schierati dogmaticamente dalla parte di Berlusconi. Il Foglio è un grande esempio di giornale liberale che porta avanti definite linee ideologiche e politiche. Travaglio non voglio insultarti, ma ti consiglio di acquistare il Foglio per imparare come si fa a scrivere, a fare"vera" informazione e poi ti accorgerai che i quadernini dove leggi la solita poesia del giovedì sera non sono la fonte della Verità.
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