L'idea di fondo è sicuramente azzeccata e da com'è architettato il film dall'inizio non poteva avere finale diverso (prevedibile). Resta però a parte questo un senso di incompiuto, come idea forse poteva essere sviluppata meglio visto che il protagonista tranne la decisione nel finale resta per tutto il film molto passivo. I vecchi autori e artisti del passato sono trattati con ironia e quasi assurda da Allen che quasi se ne prende gioco mentre il suo protagonista ne rimane semplicemente estasiato.
Però Allen si mostra sempre più sottile e ironico nel descrivere il presente. I genitori di lei sono dipinti benissimo, due caratteri perfetti e che rispondo perfettamente al solito sarcasmo del newyorkese dei tempi migliori.
Owen Wilson ha sicuramente fatto una bella prova, ma guardandolo non si può mai dimenticare i suoi film "demenziali" (che a me personalmente non hanno mai fatto ridere) e Rachel McAdams, insopportabile, è quasi perfetta nel ruolo dell'americana che se anche di Los Angeles resterà comunque provinciale di fronte all'universalità di Parigi. Marion Cottilard anche lei insopportabile deve vestirsi di un ruolo un po' troppo stereotipato rovinato d'altronde da un doppiaggio orrido.
Sicuramente quindi un film carino, da andare a vedere (non ci sono molte alternative), ma che rispetto agli altri film del maestro (e parlo dell'epoca d'oro) manca di quel mordente sarcastico quindi di quella immedesimazione che ognuno di noi sentiva nei confronti di Allen quando recitava.
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